Programma 2026

Programma 2026

 

INCONTRI CON L’AUTORE
I protagonisti della letteratura, del giornalismo, della cultura italiana ed internazionale presentano la loro produzione letteraria
Incontri e letture  ad alta voce per avvicinare ed appassionare alla lettura nel modo più diretto e semplice possibile, attraverso l’incontro con scrittori, narratori e poeti, creando così una comunicazione più immediata tra “chi scrive” e “chi legge”.
aprile – dicembre


LEZIONI D’AUTORE
percorsi di lettura e incontri nelle scuole
“Se io offro un libro a un giovane, che suppongo significhi una persona con un certo margine di inesattezza su se medesimo, non mi interessa offrirgli un libro di insuperabile bellezza, quanto un libro che lo innamori…” così scrive Giorgio Manganelli, e le sue parole esemplificano lo scopo di questa  proposta: promuovere la lettura tra i giovani partendo dai temi e dai modi di esprimersi a loro più vicini, come occasione per far comprendere che leggere e scrivere possono essere un importante momento di osservazione e di riflessione sulla realtà.
maggio – dicembre

Per promuovere la lettura tra i giovani partendo dai temi e dai modi di esprimersi a loro più vicini, un’ occasione per
LIBERI DI LEGGERE
percorsi d lettura e incontri con l’autore negli istituti carcerari.
Come la poesia dà la musica ai tamburi delle tribù, così le parole aggiungono il suono, danno la libertà. Eugenio Montale
In un luogo di restrizione  come il carcere, dove tutto è scelto da altri, la scelta di un libro da leggere è un elemento importante. La lettura diventa così un momento “di evasione e di libertà” ma anche un utile strumento per tenere viva l’intelligenza e per  elaborare un nuovo senso della vita. La possibilità di interloquire direttamente con gli scrittori sarà l’occasione per affinare la capacità di lettura ed interpretazione.
aprile – dicembre

GIORNALISMO D’INCHIESTA
incontri con esperti dell’informazione che affronteranno tematiche di grande attualità
“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li gettera’ via. La sola divulgazione di per se’ non e’ forse sufficiente, ma e’ l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”. Joseph Pulitzer (1847-1911) Fondatore Premio Pulitzer
L’immagine del giornalismo, quello vero, spesso è legata indissolubilmente al concetto d’inchiesta. È il giornalismo d’inchiesta, per molti, l’unico vero modo di essere giornalisti e non solo “funzionari dell’informazione”.
Gli appuntamenti vedranno la partecipazione di giornalisti, fotoreporter, scrittori, video operatori, con incontri, dibattiti e presentazioni librarie. Si parlerà di mafia e di criminalità organizzata,  di terrorismo e stragi, servizi deviati, politica internazionale ma soprattutto  del ruolo che l’informazione oggi deve avere.
maggio – dicembre

SCRITTI DI CUORE – L’amore e le parole per raccontarlo
Incontri a tema
La lettura e la scrittura sono elementi chiave per accedere alla conoscenza e producono importanti effetti sulla società “SCRITTI DI CUORE – l’amore e le parole per raccontarlo”” nasce proprio dalla convinzione che leggere e scrivere siano attività sociali ancora prima che filosofiche o scientifiche perché producono esperienze condivise, incontri che suscitano altri incontri, generando un circolo virtuoso che ci pone
gli uni davanti agli altri. Saranno le voci di autorevoli scrittori e giornalisti a raccontare le varie forme dell’amore, occasioni importanti per favorire anche quella nobile pratica ormai dimenticata dalla nostra società che è rappresentata dall’educazione sentimentale, intesa come insegnamento all’armonica e sana relazione con l’altro, qualunque sia la natura del rapporto umano che si coltiva.
aprile – giugno

EVOLUZIONI
Dialoghi con la scienza
Il meglio della divulgazione scientifica italiana in una serie di incontri tra autori e pubblico per stimolare il confronto non solo da un punto di vista tecnico, ma anche filosofico e di pensiero per affrontare con consapevolezza maggiore il futuro che ci aspetta.
aprile – giugno

APPUNTAMENTO INAUGURALE
GRANDE
incontro con
IVAN COTRONEO

Ernesto, sceneggiatore che vive tra Roma e Napoli, si trova improvvisamente a dover affrontare la malattia della madre, colpita da un Alzheimer che ne consuma identità e corpo. È costretto a gestire il progressivo crollo fisico e mentale della madre e, insieme, a scoprire il disastro economico nascosto per anni.Nel corso di un’estate torrida, mentre la vita famigliare si svela e si sgretola, Ernesto trova una forma di sopravvivenza nel desiderio e nella carne, nella scoperta di altri corpi: gli incontri in una Napoli d’agosto, tra locali notturni e strade deserte, diventano un contrappunto liberatorio al dolore dell’assistenza quotidiana. Nel continuo mescolarsi di amore e repulsione, tenerezza e rabbia, la relazione tra madre e figlio si spoglia di ogni ipocrisia, mentre Ernesto spinge le sue notti all’estremo.

Ivan Cotroneo torna al romanzo per raccontare la malattia, il sesso e la morte senza filtri, in maniera inedita, intrecciando il privato e l’universale, l’affetto e l’attrazione sessuale, in una città calda e viva, specchio del protagonista e delle sue avventure.

Un libro audace, un viaggio che mette al centro della storia il corpo e attraversa la tenerezza di un figlio, la commedia umana, l’emozione e la ricerca di sé nell’amore degli altri.

Ivan Cotroneo nato a Napoli nel 1968. Scrittore, sceneggiatore, regista, ha tradotto Michael Cunningham e Hanif Kureishi, ha pubblicato Il re del mondoLa kryptonite nella borsaCronaca di un disamoreUn bacio e 14 giorni (con Monica Rametta). Ha creato acclamate serie televisive originali tra le quali Tutti pazzi per amoreUna grande famigliaSorelleSireneÈ arrivata la felicità, oltre a Una mamma imperfettaLa compagnia del cigno e La vita che volevi, che ha anche diretto.  Per il cinema ha collaborato con registi come Maria Sole Tognazzi, Luca Guadagnino,  Riccardo Milani, Renato de Maria e diretto La kryptonite nella borsaUn bacioQuattordici giorni. Per il teatro ha scritto e diretto le commedie Amanti, La denuncia, Scandalo
28 aprile ore 18.30 – Circolo Sannitico Campobasso

 

BUMERANG
incontro con DANIELE SANZONE 

Scampia, 8 dicembre. Una ragazza sta passeggiando nel quartiere quando il suo cane, Colt, viene ucciso da un colpo sparato a distanza da un fucile di precisione, apparentemente senza motivo. Quel proiettile apre la pista a una scia di sangue e misteri nel cuore di Napoli nord. Il commissario Mirco Del Gaudio, reduce da un brutto incidente, torna in servizio e si trova a indagare su quello strano caso proprio mentre i clan Carlino e Monfrecola sono sul punto di scatenare una nuova guerra di camorra. In una Napoli sospesa tra polvere e sospetti, Del Gaudio cerca di ricostruire la propria famiglia mentre rincorre il senso degli eventi: un video virale, un cecchino che sembra inafferrabile, incursioni nei margini di una città abbandonata, arresti, sparatorie e un Natale macchiato da un duplice omicidio. Quando l’inchiesta sembra arrivata a un vicolo cieco, la verità mostrerà tutta la sua ferocia.

Daniele Sanzone firma un noir urbano dal ritmo serrato che sfida gli stereotipi sulla Napoli criminale. Un’indagine dentro e fuori la legge, dove la verità non ha mai un solo volto e la giustizia arriva travestita da vendetta.

Daniele Sanzone (Napoli, 1978) è autore e voce della rock band ’A67. Ha scritto per “Il Fatto Quotidiano”, “la Repubblica”, “Style”, “Donna Moderna” e il “Corriere del Mezzogiorno”. Come autore ha lavorato per Fanpage.it e TvLoft. Cura diverse antologie prima di esordire con il libro Camorra sound (2014), tradotto in francese, vincitore del 19° premio Paolo Borsellino. Insieme a Claudio Poggi scrive Pino Daniele. Terra mia (2017). Nel 2023 pubblica il suo romanzo d’esordio, Madre dolore, la prima indagine del commissario Del Gaudio. Nel 2024 cura la raccolta di racconti Nemesi d’amore e di anarchia.
4 maggio ore 18.30 - Circolo Sannitico Campobasso

 

L’INVENZIONE DEL COLORE
incontro con CHRISTIAN RAIMO
Finalista Premio Strega 2026

L’invenzione del colore è il romanzo di un’Italia contemporanea in cui la nostalgia può diventare immaginazione, il racconto di una classe operaia che trova il paradiso e nasconde l’inferno, un’epopea industriale che nel suo declino non ha risparmiato i propri eroi, la ricerca di una ragazza indecifrabile e la riscoperta dell’amore per un padre che sembra sfuggito tutta la vita ai suoi affetti e alla felicità. È, ancora e soprattutto, un libro sulle generazioni che si confidano solo nei momenti di fragilità, per rivelare la forza che muove ogni possibile rinascita.

Fin da bambino, il protagonista di questo romanzo sa che suo padre Raffaele ha inventato qualcosa che ha rivoluzionato la storia del cinema. È sempre rimasto una specie di segreto di famiglia, una leggenda privata. Gli torna in mente quando in una caldissima primavera sogna quasi tutte le notti suo padre, morto dieci anni prima. In questi sogni – lucidi e pervasivi – Raffaele è ancora vivo, semplicemente se n’è andato via di casa, senza una spiegazione. Quel bambino, che si chiama Christian e oggi ha cinquant’anni, si sente costretto a ricercarne il senso, e comincia un’indagine tenera e impacciata, un giallo famigliare che è anche un romanzo di formazione fuori tempo massimo.

Professore di liceo, sospeso tra i rapporti impossibili e comici con i suoi studenti e le infinite spirali sentimentali della storia con la sua ex compagna, Christian vede di colpo la propria vita intrecciarsi con l’ombra di un padre a cui si accorge, solo ora, di assomigliare più di quanto abbia mai creduto.

Nelle vesti di un Telemaco contemporaneo, si ritrova a inseguire le tracce del padre nella storia privata e pubblica, come se il Novecento fosse un unico lunghissimo racconto proiettato sul grande schermo: le vacanze al paese dei nonni negli anni ottanta e i film di Bud Spencer e Terence Hill, Apocalypse Now e la crisi economica, la prima volta in cui si sono conosciuti i suoi genitori e Scene da un matrimonio di Bergman, e soprattutto la Technicolor, l’azienda a cui il padre ha dedicato la sua esistenza e che ha cambiato l’immaginario planetario e i destini della loro famiglia.

Christian Raimo (1975) è nato e cresciuto a Roma. Ha pubblicato diverse raccolte di racconti, la più recente è La vita che verrà (2021), e i romanzi Il peso della grazia (2012), Tranquillo prof, la richiamo io (2015), La parte migliore (2018). È anche autore di diversi saggi, l’ultimo dei quali è Scuola e Resistenza (2024). Lavora come insegnante e giornalista.
12 maggio ore 18.30 - Circolo Sannitico Campobasso 

 

CORPI AL MACELLO
Il silenzio dei morti sul lavoro e la sofferenza dei superstiti
incontro con GIOVANNI MANCINONE

Per raccontare le storie dei lavoratori che non ci sono più, sono entrato nelle loro case incontrando mogli, madri, figlie, figli e amici delle vittime, ancora feriti dai ricordi indelebili dei loro congiunti che hanno perso la vita nelle miniere, nei cantieri, nelle campagne, nelle fabbriche e sulle strade. Una ricostruzione dei fatti completata consultando atti giudiziari, giornali, anagrafe dei Comuni, archivi pubblici e privati.In questo viaggio sui territori, ho conosciuto persone forti ancora dignitosamente in attesa di giustizia e altre chiuse nel riserbo delle private sofferenze. Dolore e rabbia per un destino, quello dei propri cari, che poteva essere evitato. I decessi sul lavoro ogni anno sono cinque volte gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata e quattordici volte i femminicidi. Un tributo di vite umane troppo alto. Per fermare questa strage occorrono iniziative strutturate e invece, il sistema, considera la sicurezza sul lavoro e la salute, un costo da tagliare. Sfruttamento, subappalto, lavoro nero, caporalato, precarietà, fretta, scarsa formazione, contribuiscono a rendere insicuro il lavoro. Nessuna delle storie qui raccontate è più importante delle altre perché definire una gerarchia delle ingiustizie è pressoché impossibile. Le morti sul lavoro sono una vergogna nazionale. Un tradimento inaccettabile dei principi fondanti della nostra Costituzione repubblicana.

Giovanni Mancinone, (Castelmauro 1951), giornalista. Ha scritto per L’Unità, Paese Sera, Rassegna sindacale, Il Tempo ed è stato vice caporedattore della Tgr del Molise, firmando centinaia di servizi per il Tg1, il Tg2, il Tg3, Rainews24, Gr1 e Gr2. Ha pubblicato Molise criminale. Quello che gli italiani non sanno su un crocevia di affari, omicidi, armi, droga, terroristi e latitanti (2021) e Mostri. Quando non c’è più l’amore (2023), entrambi con l’editore Rubbettino. Tra i tanti riconoscimenti: Città di Siena (2021 e 2024), Piersanti Mattarella (2022), Carver (2022), Uniti per la legalità (2022), Books for Peace (2022), Vitruvio (2022), Città di Cattolica (2022), Fortuna (2022), Nero su Bianco (2022), OMCOM (2023), Tulliola (2023), Giovanni Holden (2024), Switzerland Liberary (2024), Emily 2024), Ciò che Caino non sa (2025).
19 maggio ore 18.30 - Circolo Sannitico Campobasso 

 

UNA MATTINA GLORIOSA
incontro con ANTONIO MONDA 

New York, aprile 1912. Al molo 59 la città si ferma. Una folla eterogenea attende l’arrivo del più grande transatlantico mai costruito, simbolo di un progresso che promette di non avere limiti. È una mattina limpida, carica di aspettative, e ognuno scruta l’orizzonte portando con sé il peso delle proprie speranze. C’è il sindaco William Jay Gaynor, convinto che la politica debba essere una missione morale; c’è Josef Stránský, direttore della New York Philharmonic, deciso a trasformare un’umiliazione pubblica in riscatto; ci sono Alfonso e Rossana, emigrati siciliani che affidano al nuovo mondo il desiderio di un figlio e di una vita diversa; e poi uomini e donne segnati dall’ingiustizia, dall’ambizione, dal bisogno di essere riconosciuti. Antonio Monda compie una scelta narrativa efficacissima e sorprendente: non nomina mai la nave che tutti aspettano. La evoca in assenza dando voce a chi è a terra, mescola con maestria personaggi reali e d’invenzione, intreccia le loro storie in un grande affresco corale, raccontando un’umanità sospesa tra fede e disincanto, tra sogno americano e violenza del reale. Sullo sfondo, New York si rivela per ciò che è: una città capace di accogliere tutti, spesso chiedendo un prezzo altissimo. Una mattina gloriosa è un romanzo di attesa e di rivelazioni, in cui la Storia irrompe nella vita privata e la grandezza del Novecento convive con la sua fragilità. Antonio Monda chiude in modo potente la saga di New York, dedicata alla città dove tutto accade e dove ogni destino, prima o poi, viene messo alla prova.

Antonio Monda vive a New York, dove insegna alla New York University. Collabora con il quotidiano “Il Foglio” ed è titolare della rubrica “Central Park West” per Rai News. È il direttore artistico del festival letterario “Le Conversazioni”. I suoi libri sono tradotti in undici lingue.
28 maggio ore 18.30 – Circolo Sannitico Campobasso

 

DI SPALLE A QUESTO MONDO
Vincitore Premio Campiello 2025
incontro con WANDA MARASCO

Se è vero che ogni esistenza viene al mondo per incarnare un dramma, quello di Ferdinando Palasciano e di sua moglie Olga Pavlova Vavilova è tra i più dolenti e irriducibili: è il dramma dell’imperfezione. Fin da bambino Ferdinando ha odiato la morte al punto da fare della salvezza la sua ossessione di medico. Ma una vocazione così grande, scontrandosi con le iniquità subite, non può che fallire e trovare casa nella follia. Olga, nella sua infanzia a Rostov, ha dovuto misurarsi proprio con l’alienazione materna, quintessenza di Storia e fragilità. Unico scampo da essa la fuga, frenata da una radice nascosta sotto la neve e dalla zoppia, che diventa destino e comunione con l’imperfetto. Ma si può vivere a un passo dall’ideale? Ferdinando, dal buio della sua ratio opacizzata, continuerà a salvare asini e pupi; mentre Olga, pur guarita dalla scienza e dall’amore di Ferdinando, tornerà a claudicare. Voi non credete che quando ci spezziamo è per sempre? La domanda che Olga rivolge al pittore Edoardo Dalbono è sintesi di una irreparabilità e di una caduta che restano perenni.

Wanda Marasco è nata a Napoli, dove vive. Ha ricevuto il Premio Bagutta Opera Prima per il romanzo L’arciere d’infanzia (Manni 2003) e il Premio Montale per la poesia con la raccolta Voc e Poè (Campanotto 1997). I suoi testi sono stati tradotti in inglese, spagnolo, tedesco e greco. Il genio dell’abbandono (Neri Pozza 2015) è stato selezionato per il Premio Strega 2015 e portato in scena dal Teatro Stabile di Napoli per la regia di Claudio Di Palma. Nel 2017, sempre per Neri Pozza, è uscito il romanzo La compagnia delle anime finte, arrivato finalista al Premio Strega.
16 giugno ore 18.30 - Circolo Sannitico Campobasso 

 

LIBRINTAVOLA incontri conviviali tra libri e sapori
“A proposito del gusto”
incontro con ERNESTO DI RENZO

Vi siete mai chiesti la ragione per la quale gli Islandesi manifestano una passione sconfinata per la carne putrefatta dello squalo elefante mentre i Giapponesi nutrono un desiderio smisurato per il fogu? Il famigerato pesce palla la cui costosissima degustazione sotto forma di sashimi causa ogni anno un numero non trascurabile di morti. Oppure vi siete mai chiesti perché l’aglio, il minestrone, i cavoletti di Bruxelles, le barbabietole, il fegato, i nervetti e il lesso, pur essendo dei veri toccasana per la pressione sanguigna, la tonicità dei tessuti, l’elasticità della pelle, la motilità intestinale, riscontrino un’avversione generalizzata che li rende quasi ovunque un pasto esecrabile? Ebbene, queste e molte altre questioni sui modi di mangiare in Italia e nel mondo sono esattamente quanto l’antropologo Ernesto Di Renzo approfondisce nel suo libro “A proposito del gusto” dove cerca anche di fornire delle risposte ragionate ad alcune delle numerosissime consuetudini con cui le persone si rapportano agli alimenti e alle pratiche del mangiare. Consuetudini originali, curiose, contrapposte, in alcuni casi addirittura pericolose che rivelano quanto i gusti siano differenti e creativi in funzione dei tempi, dei luoghi e delle situazioni. Dando ragione al celebre detto “De gustibus non disputandum est”.

Ernesto Di Rienzo è antropologo all’Università di Roma Tor Vergata dove insegna Antropologia del turismo e Antropologia dei patrimoni culturali. Svolge continuativa attività di relatore intervenendo a seminari e convegni scientifici in Italia e all’estero. In qualità di esperto partecipa a programmi radio-televisivi nazionali su temi relativi alle pratiche sociali e culturali della contemporaneità. Nel 2018 è stato insignito dalla Stampa Estera del premio “Miglior divulgatore della cultura alimentare in Italia” e nel 2022 gli è stato conferito il Premio internazionale Gourmand word cookbook award.
25 giugno ore 18.30 – Ristorante “Concetta” Campobasso

 

DALL’IDEA AL RACCONTO: PERCORSI DI SCRITTURA CREATIVA
laboratorio destinato ai detenuti della Casa Circondariale di Campobasso
condotto da ANNA GIURICKOVIC DATO

Il laboratorio propone un percorso pratico per sviluppare la capacità di immaginare e costruire storie a partire da stimoli diversi. Il lavoro si articola in due moduli: nel primo, i partecipanti saranno guidati a osservare un’immagine e a trasformarla in racconto, dando spazio a interpretazioni personali, emozioni e creatività; nel secondo, partiranno da un incipit fornito per continuare o reinventare una storia, esplorando struttura narrativa e stile. L’obiettivo è stimolare l’espressione individuale, la fantasia e la fiducia nelle proprie capacità narrative, in un contesto di condivisione e ascolto.

Anna Giurickovic Dato è una scrittrice italiana. È nata a Catania nel 1989, ha origini serbe, è cresciuta a Milano e vive a Roma. Ha un dottorato in diritto pubblico, è avvocato, sceneggiatrice e autrice per il cinema e per la tv (da ultimo Detectives, Rai 2). Ha scritto La figlia femmina (Fazi 2017), tradotto all’estero in cinque paesi, Il grande me (Fazi 2020) e “La Divoratrice” (Einaudi 2023). Ha collaborato e collabora con vari giornali e riviste, tra cui “L’Espresso”, “Domani”, “F”.
29 e 30 giugno

 

FIORI DI VETRO
incontro con MARIA ROSARIA SELO

Quattordici racconti, divisi in tre atti, in cui si alternano crudezze, incanti, visioni surreali e sprazzi di realismo. Il primo atto, Gabbie, racconta di anime sole, donne e uomini al limite sul baratro. Storie di chi non ha avuto scampo, soprattutto da una prigionia intima che anticipa quella reale. Il secondo atto, Impossibili e sperati incontri, è legato alla realtà dei personaggi narrati, a cui l’Autrice dedica un omaggio di carta, pagine di insperate conversazioni. Il terzo atto, Soffi di storie e piccole magie, afferra visioni surreali, immagini serene e incantesimi, strizzando l’occhio, nell’ultimo racconto, al “feuilleton” di altri tempi. Una narrazione decisa e al tempo stesso fragile come fiori di vetro, che fa brillare al buio la luce segreta di ogni storia.

Maria Rosaria Selo è scrittrice e sceneggiatrice. Il suo primo romanzo   Iosonodolore, vince il premio Donne in nero, e viene tradotto in Francia, da J.M. Desbois Editeur. Nel 2021 pubblica per Rizzoli il romanzo L’Albero di Mandarini, candidato al premio Strega, vincitore del premio Minerva e vincitore del premio Cremano Donna. Pubblicato anche per Mondadori, in Mondolibri, è ora disponibile in BUR.  Nel 2023 pubblica, per Rizzoli, Vincenzina ora lo sa, a cui è stato assegnato il premio Candelaio 2023 e vincitore del premio Angelo Manuali. Nel 2024 pubblica, con Marotta & Cafiero, il romanzo Pucundria, opzionato per il cinema. Ha curato per Il Mattino di Napoli la raccolta Le quattro giornate, edita da Dante&Descartes, dedicata all’ottantesimo anniversario. Suoi racconti e brani teatrali sono stati pubblicati in varie riviste, in Italia e in Francia.
30 giugno ore 18.30 - Circolo Sannitico Campobasso

 

DISTANZA DI SICUREZZA
incontro con ROMANA PETRI

Forse non esiste una distanza che ci metta al riparo dalla deflagrazione di un amore che finisce. Luciana Albertini lo sa bene, porta ancora inciso nel cuore l’abbandono improvviso di suo marito Vasco. E se di giorno la vita la trascina lontano – la pittura che ormai l’ha resa un’artista conosciuta nel mondo, l’immortale cane Barabba che consola i suoi smarrimenti, e anche quella lettera alfa che ogni mattina si dipinge sulla fronte per ricordare a sé stessa che è una vincente –, le notti sono infinite e piene di domande, una fra tutte: perché? Vasco Dos Santos conosce la risposta, ciò che lo ha spinto a chiudere quella relazione che si ostina a non chiamare con il suo nome. Conosce la rabbia, il disagio, il senso di fallimento che gli hanno dato la forza di lasciare Roma e tornare nella sua Lisbona. In quel pantano familiare da cui lei aveva provato, invano, a tirarlo fuori: un padre ingombrante e assente, una sorella guerriera sopravvissuta all’inferno, il ricordo di una madre immensa e fragile, la messinscena dei pranzi di famiglia. Conosce il motivo per cui ha voltato le spalle a quella donna stramba, forse troppo talentuosa. Luciana e Vasco sono entrambi sospesi, di fronte a loro un bivio: lasciar andare ciò che è stato e rinascere alla vita come farfalle, o restare imbrigliati nel passato, nel rancore, come eterne crisalidi. Con questo romanzo, Romana Petri affonda la sua penna nella matrice di tutte le storie, la relazione umana in tutta la sua semplice complessità, e ci restituisce la verità dietro il sogno, la possibilità dietro la fine.

Romana Petri è nata a Roma. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti come il Premio Mondello, il Rapallo Carige, il Grinzane Cavour e il Bottari Lattes. È stata due volte finalista al Premio Strega con Figli dello stesso padre (Longanesi 2013, Mondadori 2023) e Rubare la notte (Mondadori 2023). Traduttrice, editrice e critica letteraria collabora, tra gli altri, con Corriere della Sera e Io Donna. È tradotta in Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo. Tra le sue opere per Neri Pozza: Ovunque io sia (2012), Le serenate del Ciclone (2015), Alle Case Venie (2017), Il mio cane del Klondike (2017) e Pranzi di famiglia (2019).
2 ottobre ore 18.30 - Circolo Sannitico Campobasso

 

IL RIVOLUZIONARIO E LA MAESTRA
incontro con GAJA CENCIARELLI

Adolfo Wasem e Sonia Mosquera furono rapiti nel 1972, in Uruguay, durante la dittatura militare. Per dodici anni furono sottoposti a torture indicibili. Wasem e tutto il comitato direttivo dei Tupamaros – tra cui il “presidente povero” Pepe Mujica – vissero in isolamento in cunicoli sotterranei chiamati calabozos, nel silenzio più assoluto. In una casa alla periferia di Roma, quarant’anni dopo la morte di Wasem, una donna, alle prese col suo ennesimo trasloco, trova un libro. La storia di Wasem le insegna che ciascuno può fare la rivoluzione a modo suo, e che aver perso i soldi, la famiglia, la casa, gli amici, non significa dover rinunciare alla libertà. Tutte le famiglie felici si i,assomigliano e ognuna è infelice a modo suo, dice uno dei capolavori della letteratura, ed è di certo vero. Ma lo è altrettanto che tutte le storie del mondo, anche quando sembrano slegate l’una dall’altra, distanti nel tempo e nella geografia, nella condizione politica e sociale, viaggiano unite da un filo che si chiama libertà: cercare di stare in piedi per poter cadere e rialzarsi, andare a capo. Gaja Cenciarelli, con la sfrontatezza che abbiamo amato in tutti i suoi romanzi, ci porta nella sua vita e in quella di Adolfo Wasem, per testimoniare come la rivoluzione è sempre possibile, anche quando si chiama “cambiare casa”. Queste sono le storie di un rivoluzionario e di una maestra, che poi sono una storia sola. Che è pure la nostra.

Gaja Cenciarelli, scrittrice e traduttrice, vive e lavora a Roma. Laureata in lingue, ha lavorato per anni in diverse case editrici e ora traduce dall’inglese narrativa e saggistica. È specializzata in letteratura irlandese e dei paesi anglofoni e scritture femminili. Ha scritto romanzi, racconti, interventi critici. Fa parte dei “Piccoli Maestri”. Tra i suoi titoli: Sangue del suo sangue (Nottetempo, 2011), La nuda verità (Marsilio, 2018), Domani interrogo (Marsilio, 2022) da cui è stato tratto il film omonimo, Abbondanza (Marsilio, 2024), Il rivoluzionario e la maestra (Marsilio, 2026).
ottobre

 

SE FIORISCONO LE SPINE
incontro con GLAUCO GIOSTRA

Una storia intensa in cui l’amicizia in carcere diventa l’unica ancora di salvezza per due uomini segnati dal dolore. Dietro le sbarre, invisibili agli occhi della società, Antonio e “il Muto” condividono un passato fatto di violenze, solitudine e mancanza di speranza. Proprio in quell’ambiente duro, privo di umanità, nasce tra loro un legame profondo che li unisce non solo nella sofferenza, ma anche in scelte destinate a sfociare nella complicità criminale.
Una volta tornati in libertà, una scorreria malavitosa costa loro un nuovo arresto, ma un incontro inaspettato riaccende la possibilità di una vita diversa e avvia il destino dei protagonisti verso una possibile rinascita. La vita continua a mostrare i suoi artigli: il cammino verso il cambiamento è fragile, ma grazie alla forza di un puro sentimento di amore anche le spine possono fiorire.

Glauco Giostra è professore emerito di procedura penale della Facoltà di giurisprudenza dell’Università Sapienza di Roma. Ha fatto parte della Commissione redigente dell’attuale codice di procedura penale. Dal 2010 al 2014 è stato membro del Consiglio Superiore della Magistratura, presiedendo dal 2012 la Commissione Mista per lo studio dei problemi dell’esecuzione penale. È stato nominato dal Ministro della Giustizia nel 2015 Coordinatore scientifico degli Stati generali sull’esecuzione penale e nel 2017 Presidente della Commissione per la riforma dell’ordinamento penitenziario.
30 ottobre 18.30 – Circolo Sannitico Campobasso

SCRITTODICUORE
Concorso nazionale di scrittura rivolto agli istituti carcerari
X EDIZIONE

Nei luoghi di reclusione si scrive per capirsi di più, per esprimere speranza e un senso di libertà che, altrimenti, non è consentito. Si scrivono lettere, diari, poesie e canzoni, come in nessun altro luogo.
La lettera nel sistema carcerario è un importante strumento indiretto di contatto con l’esterno. La scrittura di una lettera “scritta di cuore” comporta inevitabilmente una riflessione rispetto ai soggetti e oggetti d’amore che hanno coinvolto, dal punto di vista emotivo e sentimentale, lo scrivente nel corso della vita. Il concorso intende far emergere l’affettività dei detenuti che da sempre trova nella scrittura la migliore forma di espressione.
La giuria è composta da autorevoli scrittori che all’amore e ai sentimenti hanno dedicato numerose pagine delle loro opere.

Cerimonia di premiazione
novembre 

 

PREMIO LETTERARIO “MICHELE BULDRINI”
XXIV EDIZIONE

Il premio è destinato ai giovani di età compresa tra i 16 e i 36 anni.  Un modo innovativo di intendere e promuovere la scrittura che punta a far confrontare tra loro “giovani scrittori” di formazione diversa, in linea con l’idea che il talento possa esprimersi al meglio in un contesto culturale più ampio e libero da vincoli dettati dalle fasce di età.
La prestigiosa giuria è composta da alcuni dei maggiori esponenti della narrativa italiana contemporanea: Diego de Silva, Romana Petri, Marcello Fois, Ivan Cotroneo, Loredana Lipperini e Antonio Pascale

Cerimonia di premiazione
novembre  - dicembre

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