Premiazione Premio letterario M Buldrini 2020

L’Unione Lettori Italiani e il Comune di Campobasso, in collaborazione con la Provincia di Campobasso, nell’ambito di “Ti racconto un libro” laboratorio permanente sulla lettura e sulla narrazione, hanno premiato i vincitori della diciottesima edizione del premio regionale di narrativa intitolato allo scrittore molisano “Michele Buldrini”. La cerimonia di premiazione si è svolta il 25 luglio 2020, presso la villa De Capua a Campobasso.


SEZIONE SCUOLA
Vincitore sezione scuola:Diverso da chi di Alessio Manfredi Selvaggi
Quanto tutti parlano di te, si preoccupano, ti proteggono, ti giudicano, a volte ti prendono in giro, e insomma ti affibbiano un’etichetta e mai nessuno che ti chieda: ma tu chi sei, cosa pensi? Un racconto che ci fa capire la complessità dei nostri pregiudizi. Scrittura semplice e precisa, capace di individuare con pochi tratti e con molta ironia la variegata gamma dei nostri comportamenti di fronte a quelli che chiamiamo diversi. Ma appunto: diversi da chi?

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Segnalato sezione scuola: Senza titolo di Antonella Castelli
Una ragazza dopo il lockdown sente una grande confusione. Si rifugia dai nonni alla ricerca di calore familiare, e lì scopre che la confusione altro non è che un lutto non elaborato: quando i nonni le raccontano del padre morto, la forza del ricordo dirada la nebbia che circonda la ragazza e il futuro torna ad apparire più chiaro. Una bella riflessione sull’importanza della memoria.

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SEZIONE GIOVANI
Vincitore sezione giovani: Centotrè di Francesca Albiniano
Cosa altro è la vita se non la possibilità di definirsi e raccontarsi con chiarezza? Perché è così difficile? L’autrice con una sorta di lettera non spedita alla madre avvia una ironica e dura riflessione, e si chiede perché mai la cultura di appartenenza (biologica e antropologica), in certi casi, si presenta ancora bigotta e impermeabile all’ascolto. Bella scrittura, viva e aspra.

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Segnalato sezione giovani:Tutta colpa di Mary Quant  di Daniela Carnevale
Una ragazza indossa la minigonna, cioè si scopre (simbolicamente) le gambe e dunque scopre e racconta i pregiudizi che infestano e corrompono la libertà e la leggerezza. Ma l’amore non dovrebbe trarre la sua forza proprio dalla libertà e dalla leggerezza? Scrittura ironica e sguardo ben affilato.

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