TI RACCONTO UN LIBRO 2010
 
 
 

INCONTRI CON L'AUTORE
i protagonisti della letteratura, del giornalismo, della cultura italiana ed internazionale presentano la loro produzione letteraria

Incontri e letture ad alta voce per avvicinare ed appassionare alla lettura nel modo più diretto e semplice possibile, attraverso l’incontro con scrittori, narratori e poeti, creando così una comunicazione più immediata tra “chi scrive” e “chi legge”. La scelta di offrire incontri diretti con gli autori e la loro opera, senza la mediazione di critici o relatori, è un’ulteriore occasione per proporre l'iniziativa come laboratorio creativo.
marzo - dicembre


 

LEZIONI D'AUTORE

Percorsi di lettura e incontri nelle scuole con scrittori della nuova generazione
Per promuovere la lettura tra i giovani partendo dai temi e dai modi di esprimersi a loro più vicini, un' occasione per far comprendere che leggere e scrivere possono essere un importante momento di osservazione e di riflessione sulla realtà.

marzo - dicembre

 

LIBERI DI LEGGERE

percorsi di lettura e incontri con l'autore negli istituti carcerari
In un luogo di restrizione come il carcere, dove tutto è scelto da altri, la scelta di un libro da leggere è un elemento importante. La lettura diventa così un momento “di evasione e di libertà” ma anche un utile strumento per tenere viva l'intelligenza e per elaborare un nuovo senso della vita. La possibilità di interloquire direttamente con gli scrittori sarà l'occasione per affinare la capacità di lettura ed interpretazione.

marzo - dicembre



 

GIORNALISMO D'INCHIESTA
incontri con esperti dell'informazione

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li gettera' via. La sola divulgazione di per se' non e' forse sufficiente, ma e' l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”. Joseph Pulitzer (1847-1911) Fondatore Premio Pulitzer.L’immagine del giornalismo, quello vero, spesso è legata indissolubilmente al concetto d’inchiesta. Il giornalista è colui che prima indaga e poi racconta, è colui che scava, ricerca, è l’archeologo della notizia.
Ma si fa ancora inchiesta al giorno d’oggi? O, meglio, chi fa inchiesta oggi? Sono pochi i professionisti della notizia che si lanciano in prima persona nella raccolta delle informazioni originali, con la ricerca personale delle fonti e con l’elaborazione di reportage unici e capaci di svelare aspetti del tutto inusitati del problema affrontato. È il giornalismo d’inchiesta, per molti, l’unico vero modo di essere giornalisti e non solo “funzionari dell’informazione”. Gli appuntamenti vedranno la partecipazione di giornalisti, fotoreporter, scrittori, video operatori, con incontri, dibattiti e presentazioni librarie.


marzo - dicembre


 


LIBRI PE
NSANTI
riflessioni su letteratura, filosofia e scienza

Ciclo di incontri per sensibilizzare i lettori, attraverso diverse modalità, a una riflessione su scienza e narrazione come visioni complementari e non contraddittorie del mondo. Vagando nella scienza attraverso le pagine dei libri fra storia, filosofia e attualità ci si può perdere, bisogna perciò individuare dei percorsi giusti. Così con l'aiuto di prestigiosi “scrittori di scienza” vorremmo predisporne alcuni che permettano soprattutto di non confondere i vari livelli dai quali si può parlare di scienza.

marzo - dicembre



 

METTI IL DIAVOLO A BALLARE
Incontro con Teresa De Sio.

«Nessuno saprebbe dirlo a parole, ma tutti sentono che dentro quel battere, quello scordamento di corde e tamburi, dentro il ballo di quella piccola anima senza scarpe, attraverso il corpo macilento di Archina che comincia a muoversi in modo sempre più convulso, si sta riassumendo ogni loro singolo progetto di salvezza terrena».
C’è stato un tempo in cui, con i «suoni», si scacciavano i demoni dal mondo. Il tempo del Salento e della pizzica, della piccola Archina cresciuta «come dietro a un muro» e del suo male segreto. Un romanzo di sorprendente forza narrativa, costruito come una tela di ragno.
La terra è quella aspra e impenetrabile del Salento. Il tempo è quello in cui le tarante mordevano nelle campagne inoculando il veleno nei corpi dei pizzicati, e bisognava metterli «a ballare» per liberarli dal male.
Con il suo primo romanzo, Teresa De Sio ci porta nel cuore del Salento premoderno degli anni Cinquanta e del suo orizzonte mitico fatto di credenze ataviche, di erbe miracolose e fatali, diavoli ragni, ma anche di miseria, arroganza di casta e saggezza insospettata. Ci racconta una storia in cui l’amore è una dolcezza preclusa, e la felicità «una zattera» che non arriva mai, o quasi.
È la storia di Archina Solimene, una bambina morsicata, di sua sorella Filomena, «mansueta come una mucca», del loro padre Nunzio, di donna Aurelia la vammàna, che ha suoi modi antichi per scacciare il male. Al centro c’è una notte maledetta di Carnevale, una vicenda che finirà per travolgere la vita di molti e scompaginare l’esistenza stessa del paese di Mangiamuso. Intorno c’è una trama fatta di tanti destini, tanti personaggi. Come se fosse necessario lo sguardo di tutti (il pavido don Filino, la parrucchiera-maga-etilista La Saputa, le avare gemelle Santo, Severino ragazzo-lupo), per riuscire a evocare quel male, senza consolazione, che né i suoni magici della pizzica né le diavolerie che arrivano «dritte dritte dal futuro» possono guarire. Dopo aver suonato la musica della taranta, con il suo tempo «fuori portata», dopo aver a lungo studiato quel mondo, Teresa De Sio ne ha fatto un potente romanzo per voci sole, che finisce per sciogliersi in una nerissima storia corale.

9 marzo - ore 18.30

 

IL RITORNO
dentro il nuovo Iraq
incontro con Giuliana Sgrena

“A cinque anni dal suo rapimento, Giuliana Sgrena è tornata in Iraq. Dapprima timidamente, nella regione di confine controllata dai kurdi. Poi, finalmente, a Baghdad.
Ritornare in luoghi tanto amati, ma anche così drammatici, non può che essere per lei fonte di vivo shock. Ma poco dopo, la giornalista del Manifesto lascia spazio alla descrizione di ciò che vede. Ora la vita, nonostante lo stillicidio di attentati sanguinari, sembra riprendere i ritmi del periodo di Saddam Hussein. La gente torna a mangiare sulle rive del Tigri, le donne riconquistano una visibilità sociale e politica, tanto da abbandonare il velo, e anche la sinistra sociale, seppur con fatica, sembra riconquistare uno spazio che tradizionalmente le appartiene. Insomma, la nuova strategia americana di accordarsi con gli anziani dei villaggi sunniti ha di fatto tolto spazio politico alla propaganda armata del fondamentalismo islamista. Ma alla vigilia del “disimpegno” americano nell’area non tutti i problemi paiono essere risolti. Con grande sensibilità umana e giornalistica, Giuliana Sgrena ci racconta perché.”

23 marzo - ore 18.30


 

I DISCEPOLI DEL FUOCO
incontro incontro con Alfredo Colitto
interviene Andrea Cotti

...Ciò che vedeva non era solo orribile oltre ogni immaginazione. Era una cosa contro natura, troppo grande perché una come lei potesse comprenderne il senso. La sua mente vacillava e forse sarebbe svenuta di nuovo, se, fissando il faldistorio di legno e cuoio sul quale era seduto quel corpo irriconoscibile, non avesse capito all’improvviso di chi si trattava...
«La perfetta ricostruzione storica di Colitto si unisce a una trama intensa, che tiene il lettore incollato mediante uno stile fluido, avvolgente e avvincente. Un romanzo maturo, che lo proietta nella dimensione dei migliori autori di thriller americani.» La Repubblica.
Bologna, 1312. Durante un rito di iniziazione in onore di Mithra, dio di origine persiana le cui tracce risalgono al 1300 a.c., un adepto viene ucciso con la pece infuocata. Mondino de' Liuzzi, medico e professore, trova sul cadavere i resti di un tatuaggio che l'assassino ha tentato di occultare. Seguendo la strada del misterioso simbolo scoprirà l'esistenza di una setta che minaccia di bruciare tutta la città per purificarla dal peccato. Un giovane autore capace di ricreare magistralmente atmosfere e intrighi medievali. Il precedente romanzo, Cuore di ferro, è stato molto amato da pubblico e critica.

30 marzo - ore 18.30

 

 

PUGILATO LETTERARIO
sfide
cultural-artistiche con qualche colpo basso...


Un libro. Due sfidanti- due grandi scrittori. Un arbitro. Il pubblico decreta il vincitore. Si tratta di vere e proprie sfide: l’oggetto della contesa è un libro o un argomento di carattere letterario. Uno dei duellanti combatte per difenderlo, l’altro per attaccarlo. L’incontro si svolge in sei round, in ognuno si affronta il libro da un diverso punto di vista (lo stile, la trama, l’autore…). I round hanno una durata di 4 minuti circa: due minuti a testa, inizia chi vince il testa o croce iniziale e non sono ammesse interruzioni. L’arbitro avvertirà il pubblico di votare in base alla prestazione dei due pugili e non al libro.
I grandi scrittori sono innanzitutto grandi lettori, quindi, al di là degli attacchi e delle difese, ciò a cui assisterete è una lettura diversa del testo capace di portare in luce aspetti e collegamenti che forse non sospettavate. Può darsi che partendo da Philip Roth si finisca per parlare di Manzoni, o di Stephen King, niente si può prevedere, durante un match di pugilato letterario.
Giudice unico e insindacabile della sfida è il pubblico, che vota per alzata di cartoncino rosso o blu. E alla fine decreta il vincitore.

Piero Dorfles vs Filippo La Porta
argomento: Calvino o Pasolini?

15 aprile

 

LOTTA CIVILE
contro le mafie e l' illegalità
incontro con Antonella Mascali

“In questo libro non troverete parole rabbiose né anatemi indiscriminati... sono descritte le traiettorie umane di persone che hanno compiuto il faticoso percorso che muove dal dolore e approda all’impegno.” dalla prefazione di don Luigi Ciotti.

Dal dolore privato all’impegno nelle scuole, nelle carceri, nella pubblica amministrazione. Giorno per giorno. È ciò che contraddistingue questo libro. Dodici storie esemplari, raccontate da chi le ha vissute sulla propria pelle. I familiari delle vittime che hanno trasformato la sofferenza in denuncia e in lavoro concreto nella società. Con il sostegno di Libera e delle fondazioni dedicate a chi ha combattuto per ciò in cui credeva, fino a morirci. È essenziale ricordarli: GIUSEPPE FAVA, ROCCO CHINNICI, BEPPE MONTANA,ROBERTO ANTIOCHIA, MARCELLO TORRE, SILVIA RUOTOLO, LIBERO GRASSI, VINCENZO GRASSO, BARBARA ASTA e i figli GIUSEPPE e SALVATORE, MAURO ROSTAGNO, FRANCESCO MARCONE, RENATA FONTE. Le loro battaglie sono diventate le battaglie di figli, fratelli, mogli e mariti. Nando dalla Chiesa, nell’intervista che chiude il libro, afferma: “Bisogna cominciare a dire le cose che provocano reazioni ma che sono vere”. Lo sta facendo chi ha subìto perdite irrimediabili e oggi, in prima persona, diventa artefice di una vera e propria resistenza civile.

21 aprile



 

IL SUSSURRO DELLA MONTAGNA PROIBITA
incontro con Siba Shakib

Siba Shakib, iraniana, è conosciuta in tutto il mondo per i suoi documentari ambientati nelle zone di guerra dell’Afghanistan, dove ha vissuto a lungo, e per la sua collaborazione con la Nato. Pubblicata in 16 paesi ha venduto più di 1.000.000 di copie nel mondo.
Il suo precedente libro “La bambina che non esisteva” (oltre 200.000 copie solo in Italia), ha ottenuto ottime recensioni e una lunga permanenza in classifica su Corriere della Sera, Tuttolibri e Il Giornale. “Afghanistan, dove Dio viene solo per piangere” (Piemme) è stato un bestseller internazionale. Il nuovo libro offre un ritratto lucido dell’evoluzione politico culturale in Iran all’inizio del secolo scorso.

Eskandar ha solo sei anni quando si arrampica per la prima volta sulla montagna proibita come molte altre cose nel suo villaggio senza nome. Proibita perché al di là di quella vetta ci sono i kafar, gli occidentali, considerati infedeli dalla popolazione locale. Il capo del villaggio non crede che il ragazzo abbia avuto il coraggio di recarsi nell’area occupata dagli stranieri e lo accusa di essere un bugiardo.
Puntando il dito verso la montagna, Eskandar giura di essere stato lì e racconta agli abitanti del suo paese che gli abitanti dell’area oltre la montagna (americani, europei, canadesi) hanno acqua e cibo in abbondanza e non coltivano la terra come loro. Gli occidentali che occupano l’Iran in quel periodo si occupano principalmente di cercare pozzi di petrolio, infatti Eskandar racconta, ingenuamente, che questi stranieri passano le giornate a fare buchi per terra.
Da quel giorno, Eskandar tornerà molte volte sulla montagna proibita. Fino a quando uno degli stranieri non lo accoglierà, e farà di tutto affinché il ragazzo possa andare a scuola, e avere una nuova speranza. La storia di questo ragazzo, vissuto cent’anni, scorre parallelamente a quella dell’Iran, dalla corte del Khan all'occupazione britannica e russa, dal regime dello Shah Pahlevi fino alla rivoluzione khomeinista.

5 maggio




MA QUALE AMORE
incontro con Valeria Parrella

Valeria Parrella vive a Napoli. Mosca più balena (minimum fax), il suo libro d’esordio, ha vinto i premi Campiello Opera Prima, Procida e Amelia Rosselli. La sua seconda raccolta di racconti, Per grazia ricevuta (minimum fax), è stata finalista al Premio Strega 2005 e ha vinto i premi Renato Fucini e Zerilli-Merimò. È anche autrice di testi per la radio e per il teatro: nel 2007 è uscito il suo monologo Il verdetto (Bompiani) e nel 2009 Tre terzi (Einaudi), una pièce in tre atti scritta insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale e Ciao Maschio (Bompiani).
Nel 2008, sempre per Einaudi, è uscito il suo primo romanzo Lo spazio bianco da cui è stato tratto l’omonimo film di Francesca Comencini. Le sue opere sono tradotte in Francia, Germania, Spagna e negli Stati Uniti..

maggio


 

LA SCATOLA DEI CALZINI PERDUTI
incontro con Vauro Senesi

Gli strilli di un bambino infrangono l’atmosfera di un grande magazzino alla vigilia delle feste. E dall’enorme costume rosso di Babbo Natale riemerge Madut, il ragazzo del Sudan, l’uomo nero.
In fuga dalla sua terra in fiamme, figlio di una popolazione di pastori, i dinka, Madut è giunto attraverso strade insolite e rocambolesche fino a Roma, per trovare il suo angolo di quotidianità in una lavanderia a gettone. Nella Città Eterna di Madut sogni e speranze, risate e dolori, desideri e negazioni si mescolano, si incontrano, si scontrano.
Storie di immigrati e di prostitute, di poliziotti e di preti, in un balletto di vite che va in scena sul palcoscenico di una metropoli dal volto bonario ma densa di insidie, soprattutto se hai la pelle di un altro colore.
Una voce poetica e forte, appassionata e suggestiva. Una riuscita alchimia di relazioni e personaggi che sa tratteggiare vicende straordinarie e minuscole, esistenze sospese tra passato e presente, tra qui e altrove, che si fondono e si confondono con quelle del nostro Paese. Tutte insieme, nella scatola che custodisce i calzini spaiati che Madut ritrova nei cestelli della sua lavanderia.

giugno


 
PREMIO LETTERARIO “MICHELE BULDRINI”
X edizione

Sezione scuola
Aperto agli studenti del triennio delle scuole superiori di tutta la regione ed offre ai partecipanti la possibilità di soddisfare l’esigenza creativa attraverso la costruzione di un racconto ambientato nel Molise dei nostri giorni.
Sezione giovani
Aperto ai giovani di età fino ai trentacinque anni.
Consegna dei lavori, per entrambe le sezioni, entro il 30 aprile 2010.
cerimonia di premiazione.

giugno

 

 
SULLE REGOLE
incontro con Gherardo Colombo

Quando parliamo di giustizia non parliamo solo della sua amministrazione quotidiana. Parliamo anche di un punto di riferimento ideale, dei valori di base che guidano la nostra convivenza e a cui si ispira la distribuzione di diritti e doveri, opportunità e obblighi, libertà e limiti. Se si smarrisce questo riferimento ideale, anche l’amministrazione della giustizia soffre, perché resta priva di una bussola e di una direzione.
Dopo più di trent’anni in magistratura e decine di inchieste giudiziarie che hanno segnato la storia italiana recente, Gherardo Colombo consegna a questo libro la sua riflessione sulla cultura della giustizia e sul senso profondo delle regole. Senza rispetto dello regole, infatti, non potremmo vivere in società. Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita in società non saprebbe proiettarsi verso il futuro, né riuscirebbe a immaginare forme migliori di convivenza. E' per questo che la discussione sulle regole coinvolge anche i modelli di società a cui le regole si ispirano. Modelli verticali, basati sulla gerarchia e la competizione. E modelli orizzontali, più rispettosi della persona e orientati al riconoscimento dell'altro. Una strada, quest'ultima, tracciata proprio sessant'anni fa dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Costituzione italiana.
Sono previsti due incontri di cui uno destinato esclusivamente al pubblico delle scuole superiori.

ottobre

 

  LA SINDROME DI GERTRUDE
quasi un'autobiografia
incontro con Lella Costa

“Dice Andrea Càsoli che forse non è del tutto chiaro il titolo di questo libro. Per me invece è chiarissimo. Ovvio: la sindrome di Gertrude è quella che ha portato la Signora in questione, meglio nota come monaca di Monza, a rispondere di sì a uno che invece avrebbe fatto meglio a ignorare. Per passione, per noia, per ribellione, per curiosità, per sfinimento, perché sapeva resistere a tutto tranne che alle tentazioni. Ecco, io più o meno funziono così: quando mi chiedono qualcosa, tendo a rispondere di sì. L'idea che a qualcuno possa interessare un libro su di me, detto tra noi, continua un po' a turbarmi. Però in fondo mi piace, e anche tanto, e mi lusinga un po', anzi parecchio. A patto, naturalmente, che sia chiaro in partenza ciò che questo libro non è e non vuole essere: niente agiografia, niente pettegolezzo, niente eccesso di autoreferenzialità; piuttosto il gusto di provare a raccontare quella sorta di molteplicità che ha finito per caratterizzare la mia vita. Dunque, in sintesi (quella di Càsoli: io ne sono priva), in questo libro racconterò di carcere e cinema, scarpe e solidarietà, teatro e teiere, musica e memoria, doppiaggio e diritti civili; ma anche di musicisti, attrici, cantanti, scrittori, poetesse, stilisti (wow!), soubrette, registi, chirurghi, e soprattutto di quegli esseri di sovrumana generosità che vanno sotto l'etichetta riduttiva di "pubblico". In questo libro ci siete anche voi, con me. Parola di Gertrude.

14 ottobre - pomeriggio
  FEMMINILE E SINGOLARE
Vedi alla voce Poetessa
di e con Lella Costa

Lella Costa dà voce alle poetesse del '900, in un percorso che incontra le parole delle donne vissute o riscoperte nel secolo passato e che hanno fatto la Storia della Poesia al femminile, da Emily Dickinson ad Amelia Rosselli, da Sylvia Plath a Kate Clanchy. Racconti di donne, impegno civile di cui cogliamo l'urgenza.

Indice Poetesse:
EMILY DICKINSON AMELIA ROSSELLI
ANTONIA POZZI ANNE SEXTON
CRISTINA CAMPO MARGHERITA GUIDACCI
KATE CLANCY WISLAWA SZYMBORSKA
ANTONELLA ANEDDA MARINA CVETAEVA
INGEBORG BACHMANN ELISABETH BISHOP
VANNA MIGNOLI ANGELA FIGUERA AYMERICH
SILVIA PLATH CARMEN MARTÍN GAITE ANNA ACHMÀTOVA

14 ottobre - ore 21 Teatro Savoia
  VIVERE/SCRIVERE
laboratorio di scrittura
condotto da Lidia Ravera

Vorrei sviluppare il rapporto fra l’esperienza e l’invenzione. Che cosa gli scrittori usano delle loro vite, come rielaborano, come inventano, come svelano, come mentono dicendo la verità. Vorrei insegnare a scrivere della propria esperienza, approfondendo e creando. Chiunque sia capace di vivere davvero è anche capace di scrivere? Andiamo a scoprirlo. Che cosa serve per scrivere? - Lidia Ravera.

ottobre
  RACCONTARE CHOPIN
di e con
Corrado Augias voce narrante
Giuseppe Modugno pianoforte e voce

Il primo marzo 1810 in Polonia, nel borgo di Zelazowa Wola, nasce Frederic Chopin senza dubbio uno dei più grandi pianisti e compositori di tutti i tempi. Il “poeta del pianoforte” – così veniva chiamato – riuscì ad essere il maggior esponente del Romanticismo musicale trovando una perfetta sintesi tra la tradizione classica, la musica popolare polacca e il contemporaneo melodramma italiano.
“Raccontare Chopin” vuole essere un omaggio all’eredità musicale che il maestro ha lasciato ai posteri e che ha influenzato innumerevoli pianisti (e non solo) fino ai giorni nostri, proprio nel secondo centenario dalla sua nascita. Allo stesso tempo questo progetto si pone l’obiettivo di indagare lo Chopin privato attraverso intimi aspetti biografici: l’allontanamento dalla natìa Polonia, in cui non tornerà più, praticamente ventenne, i viaggi in Spagna e a Vienna, il trasferimento a Parigi, città in cui diventerà un compositore noto ed ammirato in tutta Europa, i suoi amori, in particolare quello lungo e tormentato con la scrittrice Gorge Sand che lasciò non pochi strascichi sulla sua salute minata dalla tubercolosi e dalla depressione, e le sue amicizie illustri con Bellini, Liszt, Delacroix…
A condurre il pubblico in questo percorso un grande affabulatore come Corrado Augias e le splendide musiche di Chopin eseguite dal M° Giuseppe Modugno.

29 ottobre - ore 21 Teatro Savoia
  PAROLE IN GIRO

Incontri con scrittori e artisti, reading, mostre ed altro ancora, in giro… nei luoghi della vita quotidiana, i locali della città e nei suoi spazi più caratteristici.

novembre - dicembre

 

 

abbiamo letto...

Giuseppe Caliceti
Italiani, per esempio

Feltrinelli

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SEGNALAZIONI


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