Programma

uli-2019


TI RACCONTO UN LIBRO 2019
XVII EDIZIONE

INCONTRI CON L’AUTORE
I protagonisti della letteratura, del giornalismo, della cultura italiana ed internazionale presentano la loro produzione letteraria.

Incontri e letture ad alta voce per avvicinare ed appassionare alla lettura nel modo più diretto e semplice possibile, attraverso l’incontro con scrittori, narratori e poeti, creando così una comunicazione più immediata tra “chi scrive” e “chi legge”. La scelta di offrire incontri diretti con gli autori e la loro opera, senza la mediazione di critici o relatori, è un’ulteriore occasione per proporre l’iniziativa come laboratorio creativo.
dicembre 2017 – maggio 2018
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LEZIONI D’AUTORE
Percorsi di lettura e incontri nelle scuole con scrittori della nuova generazione.

“Se io offro un libro a un giovane, che suppongo significhi una persona con un certo margine di inesattezza su se medesimo, non mi interessa offrirgli un libro di insuperabile bellezza, quanto un libro che lo innamori…” così scrive Giorgio Manganelli, e le sue parole esemplificano lo scopo di questa proposta: promuovere la lettura tra i giovani partendo dai temi e dai modi di esprimersi a loro più vicini, come occasione per far comprendere che leggere e scrivere possono essere un importante momento di osservazione e di riflessione sulla realtà.
dicembre 2017 – maggio 2018
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LIBERI DI LEGGERE
Percorsi di lettura e incontri con l’autore negli istituti carcerari.

Come la poesia dà la musica ai tamburi delle tribù, così le parole aggiungono il suono, danno la libertà. Eugenio Montale.
In un luogo di restrizione come il carcere, dove tutto è scelto da altri, la scelta di un libro da leggere è un elemento importante.
La lettura diventa così un momento “di evasione e di libertà” ma anche un utile strumento per tenere viva l’intelligenza e per elaborare un nuovo senso della vita. La possibilità di interloquire direttamente con gli scrittori sarà l’occasione per affinare la capacità di lettura ed interpretazione.
dicembre 2017 – maggio 2018
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GIORNALISMO D’INCHIESTA
Incontri con esperti dell’informazione che affronteranno spinose tematiche di grande attualità.

L’immagine del giornalismo, quello vero, spesso è legata indissolubilmente al concetto d’inchiesta. Il giornalista è colui che prima indaga e poi racconta, è colui che scava, ricerca, è l’archeologo della notizia. Ma si fa ancora inchiesta al giorno d’oggi? O, meglio, chi fa inchiesta oggi? Sono pochissimi i professionisti della notizia che si lanciano in prima persona nella raccolta delle informazioni originali, con la ricerca personale delle fonti e con l’elaborazione di reportage unici e capaci di svelare aspetti del tutto inusitati del problema affrontato. È il giornalismo d’inchiesta, per molti, l’unico vero modo di essere giornalisti e non solo “funzionari dell’informazione”. Gli appuntamenti vedranno la partecipazione di giornalisti, fotoreporter, scrittori, video operatori, con incontri, dibattiti e presentazioni librarie.
dicembre 2017 – maggio 2018
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SCRITTI DI CUORE
L’amore e le parole per raccontarlo
ciclo di incontri a tema

La lettura e la scrittura sono elementi chiave per accedere alla conoscenza e producono importanti effetti sulla società “Scritti di cuore – l’amore e le parole per raccontarlo” nasce proprio dalla convinzione che leggere e scrivere siano attività sociali ancora prima che filosofiche o scientifiche perché producono esperienze condivise, incontri che suscitano altri incontri, generando un circolo virtuoso che ci pone gli uni davanti agli altri. Saranno le voci di autorevoli scrittori e giornalisti a raccontare le varie forme dell’amore, occasioni importanti per favorire anche quella nobile pratica ormai dimenticata dalla nostra società che è rappresentata dall’educazione sentimentale, intesa come insegnamento all’armonica e sana relazione con l’altro, qualunque sia la natura del rapporto umano che si coltiva.
maggio
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APPUNTAMENTO INAUGURALE
RIEN NE VA PLUS

«Rocco Schiavone è il poliziotto italiano più popolare e più letto dopo Montalbano».
Enrica Brocardo, Vanity Fair

«Nei gialli tradizionali quando il protagonista ritorna per un nuovo episodio non c’è memoria del passato, tutto ricomincia da capo. Con Rocco non succede, ogni inchiesta ha lasciato cicatrici».
Bruno Gambarotta, Tuttolibri – La Stampa

Scompare, letteralmente nel nulla, un furgone portavalori. Era carico di quasi tre milioni, le entrate del casinò di Saint-Vincent. Le dichiarazioni di una delle guardie, lasciata stordita sul terreno, mettono in moto delle indagini abbastanza rutinarie per rapina. Ma nell’intuizione del vicequestore Rocco Schiavone c’è qualcosa – lui la chiama «odore» – che non si incastra, qualcosa che a sorpresa collega tutto a un caso precedente che continua a rodergli dentro. «Doveva ricominciare daccapo, l’omicidio del ragioniere Favre aspettava ancora un mandante e forse c’era un dettaglio, un odore che non aveva percepito».
Contro il parere dei capi della questura e della procura che vorrebbero libero il campo per un’inchiesta più altisonante, inizia così a macinare indizi verso una verità che come al solito nella sua esperienza pone interrogativi esistenziali pesanti. Il suo metodo è molto oltre l’ortodossia di un funzionario ben pettinato, e la sua vita è piena di complicazioni e contraddizioni. Forse per un represso desiderio di paternità, il rapporto con il giovane Gabriele, suo vicino di casa solitario, è sempre più vincolante. Lupa «la cucciolona» si è installata stabilmente nella sua giornata. Ma le ombre del passato si addensano sempre più minacciose: la morte del killer Baiocchi, assassino della moglie Marina, e il suo cadavere mai ritrovato; la precisa, verificata sensazione di essere sotto la lente dei servizi, per motivi ignoti.
Sembra che in questo romanzo molti nodi vengano al pettine, i segreti e i misteri; ed in effetti, intrecciate al filone principale, varie storie si svolgono. Così come si articolano le vicende personali (amori, vizi, sogni) che sfaccettano tutti gli sgarrupati collaboratori in questura di Rocco.
Una complessità e una ricchezza che danno la prova che Antonio Manzini si proietta oltre il romanzo poliziesco, verso una più universale rappresentazione della vita sociale e soprattutto di quella psicologica e morale. Ed è così che il personaggio Rocco Schiavone, con il suo modo contorto di essere appassionato, con il suo modo di soffrire, di chiedere affetto, è destinato a restare impresso nella memoria dei suoi lettori.

Antonio Manzini, scrittore e sceneggiatore, ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti, quest’ultimo pubblicato da Sellerio nel 2017. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013) cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007 (2016), Pulvis et umbra (2017), L’anello mancante. Cinque indagini di Rocco Schiavone (2018), Fate il vostro gioco (2018) e Rien ne va plus (2019). Nel 2015 ha pubblicato Sull’orlo del precipizio in altra collana di questa casa editrice.

12 febbraio 2019 ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso
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SCRITTI DI CUORE
L’amore e le parole per raccontarlo
ciclo di incontri a tema


MURI MAESTRI
incontro con MICHELA MONFERRINI
Quanti significati può avere un muro? Quante storie può contenere, ospitare, dividere? Un muro è chiusura,confine da valicare, limite ostile; è l’ostacolo della nostra azione, il perimetro istituzionale dei nostri movimenti, l’irriducibile definizione di una diversità. E tuttavia, un muro può anche saper accogliere una preghiera, un sogno; può diventare lo spazio su cui si manifesta l’aspirazione a essere, il permesso di desiderare. Dal Muro di Berlino a quello del Pianto, da Wall Street ai muri dell’artista Candy Chang, che, prima a New Orleans, poi in tutto il mondo, raccolgono i desideri più importanti, quelli che si vorrebbero compiuti prima di morire. Dal muro di John Lennon a Praga fino a quello di Hong Kong, passando per Lisbona, Zurigo, Londra, Parigi, i “muri maestri” sono spazi del ricordo, simbolo di fratellanza, manifesto per la ribellione, l’amore, la gioventù. Come il rondone, che ha bisogno di un muro per spiccare il volo, così il lettore viene guidato in questo libro – che si legge come un romanzo dalla scrittura limpida e tesa – alla scoperta dei muri che in qualche modo hanno contribuito a creare una storia delle idee, dei sentimenti, dei cambiamenti: una storia dei luoghi e delle loro trasformazioni, una storia di liberazione. Cosa può insegnarci un muro?

Michela Monferrini (Roma, 1986) è autrice di due guide letterarie dedicate alla Napoli di Raffaele La Capria e al Portogallo di Antonio Tabucchi, e del ritratto biografico Grazia Cherchi (2015). Ha pubblicato il romanzo Chiamami anche se è notte (2014, finalista Premio Calvino 2012, finalista Premio Zocca 2015) e i libri per ragazzi L’altra notte ha tremato Google Maps (2016, finalista Premio Gigante delle Langhe 2018) e Charlotte Brontë, tre di sei (2018).
14 febbraio ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso

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SCRITTI DI CUORE
L’amore e le parole per raccontarlo
ciclo di incontri a tema

DIARIO DI UN ODISSEA POSITIVA
incontro con DAVIDE URSO

Viaggiare è una scuola di umiltà, fa toccare con mano i limiti della propria comprensione, la precarietà degli schemi e degli strumenti con cui una persona o una cultura presumono di capire o giudicano un’altra. Claudio Magris
“Ciascuno di noi ha un obiettivo nella vita, il mio è conoscere; conoscere le persone, la diversità, la storia, le città, me stesso. C’è un’azione che mi permette di adempiere a tutto ciò: viaggiare. Avevo in mente da oltre un anno di avventurarmi in un viaggio “grande”, che includesse più nazioni, rigorosamente in auto e all’avventura, in balìa di me stesso. Vivo a Madrid e un giorno…”
Un viaggio lungo 23 mila chilometri, da Madrid a Capo Nord, per poi arrivare a Lecce e ritornare a Madrid, passando per 21 nazioni. Un’esperienza avventurosa, con un budget limitato, dormendo in auto e cucinando con un fornelletto da campeggio. Il libro, che racconta giorno per giorno questa incredibile avventura, è una guida pratica su come affrontare un viaggio simile, ma soprattutto la confessione della fragilità del viaggiatore. Nel corso dell’incontro verranno proiettate immagini e video dei viaggi.

Davide Urso, viaggiatore incallito, laureato in filosofia, è un travel blogger professionista. Dopo aver vissuto in Asia e in Australia (è qui che inaugura il suo blog di viaggi) si trasferisce a Madrid. Nel 2017 dalla Spagna è arrivato a Capo Nord. Nel 2018, ha trascorso quattro mesi in giro per l’Italia alla guida del Bibliovan, l’unica biblioteca itinerante di Italia, realizzando numerosissimi eventi presso scuole, librerie, associazioni e biblioteche. Ha pubblicato con Self, Due mesi per ragionare, La falsa storia di pinocchio, Diario di un’odissea positiva, Scuola di Viaggio – le tecniche del travel blogger.
16 febbraio ore 18.30
Bibliomediateca Comunale di Campobasso

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SCRITTI DI CUORE
L’amore e le parole per raccontarlo
ciclo di incontri a tema

LE VOCI DEL SOGNO
incontro con  IVAN COTRONEO

Quattordici voci – evocative, sensuali, sottili, oscure – raccontano i loro sogni d’amore e di inquietudine. Parlano di ricordi, di dolori passati, di gioie a venire. Personaggi immaginari che aprono squarci sul mistero delle loro vite, portandoci in spazi fantastici, irreali, eppure così vicini alla nostra intimità, alla coscienza del nostro mondo interiore.
Questi racconti, lirici e ammalianti, vengono a riunirsi in un libro che conduce il lettore al cuore della notte, tra realtà e fantasia, ombre e bagliori, illusioni e scoperte, fino alla luce del mattino e alle soglie di un sogno ulteriore.

Ivan Cotroneo
è nato a Napoli nel 1968. Scrittore, sceneggiatore, regista per il cinema e la televisione, ha pubblicato Il piccolo libro della rabbia, La kryptonite nella borsa, Cronaca di un disamore, Un bacio. La sua popolarità è legata alla creazione di serie televisive come Tutti pazzi per amore, Una grande famiglia, Una mamma imperfetta, Sorelle, Sirene, alla collaborazione con registi come Ferzan Özpetek, Maria Sole Tognazzi, alle sue regie di La kryptonite nella borsa, Un bacio, La compagnia del cigno.
18 febbraio ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso

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SOGNI E FAVOLE
incontro con EMANUELE TREVI
Roma, 1983. Il Novecento brilla ancora. Emanuele, neppure ventenne, lavora in un cineclub del centro. Una notte, al termine di un film di Tarkovskij, entra in sala e vi trova un uomo solo, in lacrime. È Arturo Patten, statunitense trapiantato a Roma, uno dei più grandi fotografi ritrattisti. Per tutto lo scorcio del secolo, Emanuele ascolterà la lezione del suo amico, Lucignolo e Grillo Parlante assieme, che vive la vita con invidiabile intensità, e grazie a lui incontrerà Cesare Garboli, il «grande critico» cui è qui dedicato uno splendido cammeo, che prima di morire gli affiderà la missione di indagare su Metastasio e sul suo sonetto Sogni e favole io fingo. «Favole finge» tutta la grande letteratura moderna qui evocata, da Puškin a Pessoa fino ad Amelia Rosselli, somma poetessa italiana del Novecento, che abita nella stessa strada di Arturo e che come lui lascerà la vita per scelta; Emanuele incontrerà più volte quel meteorite umano, sempre in fuga da oscuri e spietati nemici, e con Arturo è lei, e la sua eredità, l’altra protagonista di questo folgorante «libro strano» di Trevi – romanzo autobiografico e divagazione saggistica assieme, sette anni dopo Qualcosa di scritto. Arturo, Amelia, Metastasio guidano lui e noi nel cuore di una Roma piovosa e arcaica, nel cerchio simbolico della depressione e dell’insensatezza, verso l’approdo vitale dell’illusione: se, come scrive Metastasio, le storie inventate suscitano in noi la stessa commozione delle vicende reali, forse di sogni e favole è fatta la vera vita.
22 febbraio ore 18.30 Circolo Sannitico

Emanuele Trevi è nato a Roma nel 1964. Collabora al Corriere della Sera e al manifesto. Da Ponte alle Grazie sono usciti Qualcosa di scritto (2012) e la nuova edizione di Musica distante (2012). Tra gli altri suoi libri: I cani del nulla (Einaudi, 2003), Senza verso. Un’estate a Roma (Laterza, 2004), Il libro della gioia perpetua (Rizzoli, 2010), Il popolo di legno (Einaudi 2015).
22 febbraio ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso
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ITALIA OCCULTA
incontro con GIULIANO TIRONE
“Dal delitto Moro alla strage di Bologna. Il triennio maledetto che sconvolse la Repubblica (1978-1980)”
«Una storia nera. Una storia purtroppo vera. Italia occulta è un libro importante. Documenta con nettezza un passato torbido ancora non del tutto conosciuto.» Corrado Stajano
Moro, Pecorelli, Sindona, Ambrosoli, Mattarella, Amato, la strage di Bologna, la P2, Andreotti. Una sequenza impressionante di stragi, assassinii, complotti, tentativi di colpi di Stato nella ricostruzione inedita del magistrato che ha scoperto la P2, arrestato Liggio e rinviato a giudizio Michele Sindona.
Un cumulo di fatti atroci maturati in un arco di tempo ristretto (1978-1980) e rimasti il più delle volte senza giustizia. Qui recuperati e ricostruiti in un disegno complessivo ricco di frammenti e risvolti dimenticati o trascurati durante i processi.
Con Turone, testimone e protagonista come magistrato di quella terribile stagione, ci addentriamo tra gli anfratti di storie torbide e sconvolgenti che hanno come protagonisti criminali, terroristi e mafiosi ma pure uomini delle istituzioni, veri traditori della Repubblica. Ciascuno di essi, con responsabilità diverse, ha tramato contro la nostra democrazia.
Come dimostra Turone, solo grazie al sacrificio di eroi valorosi tra magistrati, carabinieri, finanzieri e poliziotti, e all’impegno di alcuni politici tenaci e coraggiosi come Tina Anselmi, l’Italia è riuscita a rimanere un paese libero: leggendo queste pagine, minuziosamente documentate e frutto di anni di ricerche, sembra quasi un miracolo che ciò sia potuto accadere.
È quindi essenziale riuscire oggi a tenere in mano il filo che lega i fatti di quegli anni terribili, spesso resi volutamente indecifrabili per coprire responsabilità e bugie. Lo dobbiamo alle nuove generazioni, cui Turone soprattutto si rivolge.

Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di cassazione e già docente di Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano, è stato il giudice istruttore che, prima di occuparsi delle inchieste su Michele Sindona e sulla Loggia P2, ha indagato sulla presenza di Cosa nostra a Milano negli anni Settanta arrivando all’incriminazione del capomafia di allora, Luciano Liggio. Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa, per la redazione della convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio, e con le Nazioni Unite, svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia e contribuendo alla redazione dell’Oxford University Press Commentary sullo statuto della Corte penale internazionale (2002). Tra i libri che ha scritto: Il caffè di Sindona (con Gianni Simoni, Garzanti 2009), Il caso Battisti (Garzanti 2013), Il delitto di associazione mafiosa (Giuffré 2015) e, insieme con Antonella Beccaria, Il boss. Luciano Liggio: da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità (Castelvecchi 2018).

4 marzo ore 18.30

Circolo Sannitico – Campobasso

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IDDA
incontro con MICHELA MARZANO

Un appassionato romanzo sull’identità, la memoria, la potenza carsica delle relazioni. Michela Marzano ci consegna il ritratto indimenticabile di due donne che, pur appartenendo a mondi diversi e lontani, trovano inaspettatamente l’una nell’altra ciò che avevano perduto.
Alessandra è una biologa che insegna a Parigi, dove abita con Pierre. Da anni non va nel Salento, il luogo in cui è nata e che ha lasciato dopo un evento drammatico, perché non riesce a fare i conti con le ombre della sua famiglia. Quando Annie, l’anziana madre di Pierre, è ricoverata in una clinica perché sta progressivamente perdendo la memoria, Alessandra è costretta a rimettere tutto in discussione. Chi siamo quando pezzi interi della nostra vita scivolano via? Che cosa resta di noi? Svuotando la casa della suocera, che deve essere messa in vendita, Alessandra entra nell’universo di questa stenodattilografa degli anni Quaranta, e pian piano ne riscostruisce la quotidianità, come fosse l’unico modo per sapere chi era, adesso che smarrendosi Annie sembra essere diventata un’altra. Nel rapporto con lei, ogni giorno piú intimo, Alessandra si sente dopo tanto tempo di nuovo figlia, e d’improvviso riaffiorano le parole dell’infanzia e i ricordi che aveva soffocato. È grazie a idda, ad Annie, che ora può affrontarli, tornando là dove tutto è cominciato. Bisogna attraversare le macerie, recuperare la propria storia, per scoprire che l’amore sopravvive all’oblio. «La dottoressa ha detto che l’unica frase che non scompare mai è “ti amo”; è quella che scelgono i suoi pazienti quando chiede loro di scrivere su un foglio la frase che preferiscono, anche se della propria esistenza non ricordano piú nulla. È come se solo l’amore potesse ancora tenerli in vita».

Michela Marzano (Roma, 1970), filosofa, è professore ordinario di filosofia morale all’Università Paris Descartes, editorialista de «la Repubblica» e autrice di numerosi libri tradotti in molte lingue. In Italia ha pubblicato, tra gli altri, Volevo essere una farfalla (2011), L’amore è tutto: è tutto ciò che so dell’amore (Premio Bancarella 2014), Papà, mamma e gender (2015). Per Einaudi ha pubblicato L’amore che mi resta (2017 e 2018) e Idda (2019)

13 marzo ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso

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DA UN ALTRO MONDO
incontro con EVELINE SANTANGELO

Forse, per toccare il cuore della realtà, bisogna parlare di fantasmi. Forse ha senso trovare – oltre a una lingua, uno sguardo, una voce – una via diversa. È quello che ha fatto Evelina Santangelo in questo romanzo unico, feroce e contemporaneo, in cui i destini dei vivi e dei morti s’incrociano senza rumore. Cosí come le esistenze di chi cova la rabbia e di chi la subisce. Perché «il mistero dei bambini viventi» chiama in causa il nostro mondo e lo interroga con una forza politica rara: quella della letteratura quando ha il coraggio d’immaginare il presente e il futuro.
Le impronte sul mare sono le piú crudeli. A parte chi le lascia nessun altro le vede. Ora l’acqua vibra spinta dal vento in piccole onde bianche, a migliaia, verso il largo: e mentre si aspetta l’arrivo dell’anticiclone, strane apparizioni sconvolgono l’Europa. Ma a noi è dato seguire il destino di poche persone. Una donna, un ragazzo e un bambino. Da quando suo figlio è scomparso, Karolina è una madre disarmata, fa scorrere i giorni persa nell’attesa. Sistema il letto di Andreas come se lui dovesse rientrare a casa la sera, ma non lo vede da molto tempo, e sa che nel suo computer ruggiscono filmati estremisti che fanno tremare. Khaled è un ragazzino forse siriano, arrivato in Europa con il fratello e la promessa di un lavoro. Ora è rimasto solo e non ha piú niente di cui aver cura, a parte quel trolley rosso che non molla mai. Lí dentro tiene il suo segreto. Tra sbarchi di clandestini in massa e pattuglie della polizia che presidiano il Paese, una nuova inquietudine infesta i sonni della gente: torme di bambini evanescenti che occupano lo spazio in silenzio, con uno sguardo che fa paura. «Il mistero dei bambini viventi», lo definisce qualcuno. Ma tutti i personaggi del romanzo di Evelina Santangelo sono spiriti nascosti, fiammate bianche che arrivano dai roghi piú profondi. E hanno da raccontarci qualcosa d’importante che la forza della letteratura fa detonare, pagina dopo pagina, verso un finale sorprendente. Perché alla fine Da un altro mondo è anche un romanzo d’amore, di quel genere di amori che travalicano i confini ordinari dell’amore.

Evelina Santangelo è nata a Palermo. Presso Einaudi ha pubblicato nel 2000 la raccolta di racconti L’occhio cieco del mondo (con cui ha vinto i premi Berto, Fiesole, Mondello opera prima, Chiara, Gandovere-Franciacorta), i romanzi La lucertola color smeraldo (2003), Il giorno degli orsi volanti (2005), Senzaterra (2008), Cose da pazzi (2012), Non va sempre cosí (2015) e Da un altro mondo (2018). Suoi racconti sono apparsi nelle antologie Disertori e Ragazze che dovresti conoscere (Einaudi Stile Libero, 2000 e 2004), Principesse azzurre 2 (Oscar Mondadori, 2004) e Deandreide (Rizzoli Bur, 2006). Con il racconto Presenze ha partecipato all’antologia L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino (Feltrinelli, 2017). Ha anche tradotto Firmino di Sam Savage, Rock’n’roll di Tom Stoppard, e curato Terra matta di Vincenzo Rabito.

18 marzo ore 18.30
mattina incontro con gli studenti

Circolo Sannitico – Campobasso

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TU CHE NON SEI ROMANTICA
incontro con GUIDO CATALANO
“È meglio essere investiti da un camion sulla statale alle due di notte o soffrire d’amore per una donna che tu pensi essere la più bella e intelligente del mondo, ma lei non ti ama più?”
Giacomo Canicossa, poeta professionista vivente, di donne ne ha già perse due: Agata, che tre anni fa è partita per le Lontane Americhe, e Anna, che se n’è andata da dieci giorni e gli ha lasciato soltanto una pianta di ficus. Certo, il lavoro va bene: ha un contratto con una Grande Casa Editrice, una editor pazza che lo chiama giorno e notte e un romanzo segreto ad alto tasso di romanticismo con cui spera di vincere il Premio Strega.
Ma che senso ha il successo quando manca l’amore? La solitudine è tale che Giacomo inizia a soffrire di allucinazioni: nel suo salotto è comparso un bambino in pigiama, con grandi occhiali e una strana passione per la chimica, che si nutre solo di pizza e Nesquik. Insomma, c’è di che preoccuparsi. Ma Giacomo sa che per tutti i problemi c’è una soluzione infallibile: la fuga. Così scappa a Roma, sedotto dal mondo dorato del cinema, e cerca di dimenticare Anna avventurandosi negli abissi di Tinder… Dopo il successo di D’amore si muore ma io no, Guido Catalano torna al romanzo con una storia piena di baci, di poesia, di gatti, di sguardi, ma anche di guerra e di paura, di sesso e di magia. E amore, ovviamente: di amore ce n’è così tanto che perfino tu – proprio tu, tu che non sei romantica – non riuscirai più a farne a meno. Altrimenti, che razza di storia sarebbe?

Guido Catalano, nato a Torino nel 1971, è poeta e performer. Da anni porta i suoi libri (e la sua barba) in giro per l’Italia. Ha pubblicato D’amore si muore ma io no (2016) e la raccolta di poesie Ogni volta che mi baci muore un nazista (2017). Tutti i suoi titoli sono disponibili in Bur.

19 marzo ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso

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RESTANO I CANTI
incontro con FRANCO ARMINIO

Per Franco Arminio l’organo della vista sono le parole, molto prima degli occhi. Le parole sanno posarsi su dettagli che fino a un minuto prima erano invisibili, illuminandoli. Nascono nel silenzio, ma ridanno voce ai paesi spopolati. Sanno di essere fragili, ma non temono il ‘’lupo nascosto dietro lo sterno’’.
In una perenne oscillazione tra uno scrivere che cerca la vertigine e uno scrivere che dà gloria all’ordinario, Arminio si muove senza tregua tra i due poli della sua poesia: l’amore e la Terra, il corpo e l’Italia, la morte e lo stupore. Si tratta di festeggiare quello che c’è e di cercare quello che non c’è.
Fedeli ai paesaggi, seguendo la strada di una poesia semplice, diretta, non levigata, questi versi sono una serena obiezione al disincanto e alla noia. La politica, l’economia, le cosiddette scienze umane, sono gomme lisce nella neve. Solo la poesia ha le catene.

Franco Arminio è nato e vive a Bisaccia, in Irpinia d’Oriente. Ha pubblicato una ventina di libri. Ricordiamo, tra gli altri, Vento forte tra Lacedonia e Candela (Laterza), Terracarne (Mondadori), Cartoline dai morti (Nottetempo), Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori), Cedi la strada agli alberi (Chiarelettere). Si occupa anche di documentari e fotografia. Come “paesologo” scrive sui giornali e in rete a difesa dei piccoli paesi. Attualmente è il referente tecnico del Progetto pilota della montagna materana nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne. Ha ideato e porta avanti la Casa della Paesologia a Trevico e il festival “La luna e i calanchi” ad Aliano.

28 marzo ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso

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ESERCIZI DI OSSERVAZIONE
laboratorio poetico con FRANCO ARMINIO


28 marzo ore 15.30/18
Circolo Sannitico – Campobasso

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MATRIGNA
incontro con TERESA CIABATTI

Noemi è una bambina normale: capelli castani, occhi marroni, un fisico sgraziato. Andrea è un bambino speciale: capelli biondi, occhi azzurri, tutta la dolcezza del mondo. La mamma di Noemi è una donna in vestaglia, schiacciata dalla depressione post-partum.
La mamma di Andrea è una signora con i tacchi, intenta a esibire il suo bambino bellissimo. Eppure, Noemi e Andrea sono fratelli. Ci sono madri e matrigne, figli e figliastri, anche quando la famiglia è una sola. Ma cosa succede quando il bambino speciale un giorno sparisce? E se la polizia, e forse anche i genitori, sospettano che la responsabile sia la sorella?
Domande che una ragazzina undicenne può solo rimuovere, ma che Noemi quarantenne deve affrontare quando all’improvviso suona il telefono. È richiamata al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito.
Con la sua voce narrativa scomoda e irresistibile, Teresa Ciabatti ci immerge in un racconto che, attraverso una sparizione, indaga il lato perturbante della maternità e le domande irrisolte di ogni famiglia. Si amano allo stesso modo tutti i figli? Si odiano allo stesso modo tutti i fratelli?

Teresa Ciabatti, nata e cresciuta a Orbetello, vive a Roma. Scrittrice e sceneggiatrice. Ha scritto romanzi di successo come Adelmo, torna da me (Einaudi Stile libero), I giorni felici (Mondadori), Il mio paradiso è deserto (Rizzoli), Tuttissanti (Il Saggiatore). Seconda classificata al Premio Strega 2017 con il romanzo La più amata (Rizzoli) sul podio della Classifica di qualità de «La Lettura – Corriere della Sera» e miglior romanzo del 2017 per «Rivista Studio». Collabora con “Il Corriere della Sera” e con “la Lettura”. 3 aprile ore 18.30 Circolo Sannitico

3 aprile ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso

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LA CORSARA.
RITRATTO DI NATALIA GINZBURG

incontro con SANDRA PETRIGNANI
Finalista Premio Strega 2018

Dalla nascita palermitana alla formazione torinese, fino al definitivo trasferimento a Roma, Sandra Petrignani ripercorre la vita di una grande protagonista del panorama culturale italiano. Ne segue le tracce visitando le case che abitò, da quella siciliana di nascita alla torinese di via Pallamaglio – la casa di Lessico famigliare – all’appartamento dell’esilio a quello romano in Campo Marzio, di fronte alle finestre di Italo Calvino. Incontra diversi testimoni, in alcuni casi ormai centenari, della sua avventura umana, letteraria, politica, e ne rilegge sistematicamente l’opera fin dai primi esercizi infantili. Un lavoro di studio e ricerca che restituisce una scrittrice complessa e per certi aspetti sconosciuta, cristallizzata com’è sempre stata nelle pagine autobiografiche, ma reticenti, dei suoi libri più famosi. Accanto a Natalia – così la chiamavano tutti, semplicemente per nome – si muovono prestigiosi intellettuali che furono suoi amici e compagni di lavoro: Calvino appunto, Giulio Einaudi e Cesare Pavese, Elsa Morante e Alberto Moravia, Adriano Olivetti e Cesare Garboli, Carlo Levi e Lalla Romano e tanti altri. Perché la Ginzburg non è solo l’autrice di un libro-mito o la voce – corsara quanto quella di Pasolini – di tanti appassionati articoli che facevano opinione e suscitavano furibonde polemiche. Narratrice, saggista, commediografa, infine parlamentare, Natalia è una “costellazione” e la sua vicenda s’intreccia alla storia del nostro paese (dalla grande Torino antifascista dove quasi per caso, in un sottotetto, nacque la casa editrice Einaudi, fino al progressivo sgretolarsi dei valori resistenziali e della sinistra).
Un destino romanzesco e appassionante il suo: unica donna in un universo maschile a condividere un potere editoriale e culturale che in Italia escludeva completamente la parte femminile. E donna vulnerabile, e innamorata di uomini problematici. A cominciare dai due mariti: l’eroe e cofondatore della Einaudi, Leone Ginzburg, che sacrificò la vita per la patria, lasciandola vedova con tre figli in una Roma ancora invasa dai tedeschi, e l’affascinante, spiritoso anglista e melomane Gabriele Baldini che la traghettò verso una brillante mondanità: uomini fuori dall’ordinario ai quali ha dedicato nei suoi libri indimenticabili ritratti.

Sandra Petrignani è nata a Piacenza. Vive a Roma e nella campagna umbra. Con Neri Pozza ha pubblicato: La scrittrice abita qui (2011), pellegrinaggio nelle case di grandi scrittrici del Novecento; i racconti di fantasmi Care presenze (2004); il libro di viaggio Ultima India (2006); il romanzo-documento Addio a Roma (2013) e la biografia romanzata di Duras, Marguerite (2014). Da Beat è stato recentemente riproposto il suo secondo libro, del 1988, Il catalogo dei giocattoli.

12 aprile ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso
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GLI AMORI DEGLI ALTRI
tra cielo e terra, da Zeus a Cesare

incontro con EVA CANTARELLA

Trenta storie d’amore per conoscere meglio i greci e i romani, antenati ai quali ci uniscono, nel bene e nel male, fili di continuità che arrivano fino a oggi. Conoscere gli “altri”, lontani da noi per tempo, spazio e cultura, può aiutarci a capire meglio anche il nostro rapporto con i sentimenti e l’affettività.
Dalle avventure amorose di Zeus, il primo molestatore seriale della storia occidentale, alle conquiste di Cesare, “il marito di tutte le moglie la moglie di tutti i mariti”, queste storie mostrano le tante analogie ma anche le non trascurabili differenze nel modo di concepire e vivere nelle diverse culture un sentimento considerato immutabile come l’amore. Una passione che nel corso dei secoli ha accolto benevolmente comportamenti oggi considerati inaccettabili, in una continua ridefinizione dei propri confini che ha segnato la cultura europea moderna.
Eva Cantarella esplora questi confini in un libro appassionante che ci invita a cogliere nella luce del mito e della storia il riflesso in grado di illuminare il nostro tempo.
“L’amore è il tema attorno a cui è organizzato questo tentativo di mostrare la differenza tra le culture, grazie all’aiuto – fondamentale – di tante, diversissime storie: una sorta di campionario delle facce dell’amore. A volte si tratta di miti, altre volte di creazioni letterarie, altre volte ancora di storie realmente vissute le cui dinamiche sembrano la chiave più adatta per svelare i segreti del cuore

Eva Cantarella ha insegnato Istituzioni di Diritto romano e Diritto greco antico all’Università Statale di Milano. Ha insegnato anche in molte università e istituzioni italiane e straniere, tra le quali la New York University, l’Università di Austin Texas, quelle di Varsavia, Atene, Granada, Barcellona e Santiago de Compostela. È autrice di oltre 20 libri tradotti in molte lingue straniere, tra cui l’inglese, il tedesco, il francese, il greco, lo spagnolo, il turco e l’irlandese. Ha pubblicato oltre centocinquanta articoli su riviste scientifiche e opere collettanee italiane e straniere. Collabora da molti anni alle pagine culturali del “Corriere della Sera”. Il 2 luglio 2001 è stata nominata Grand’Ufficiale della Repubblica dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, e nel 2017 è stata insignita dal Sindaco di Milano dell’onorificenza cittadina Ambrogino d’oro.

29 aprile ore 18.30
Circolo Sannitico – Campobasso
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LETTERATURA E NUOVI MEDIA
come la scrittura cambia dimensione

incontro con PAOLO MASSARI
La relazione inedita tra letteratura e social media: il libro delinea un primo profilo di diversi esperimenti che coinvolgono a vario titolo autori, studiosi e lettori su Facebook e Twitter. Un esempio? La TwLetteratura, metodologia per mezzo della quale lettori e studenti commentano e riscrivono grandi opere della nostra letteratura, Promessi Sposi compresi, nello spazio delimitato di un tweet. Critica letteraria, linguistica testuale, filosofia, semiotica: da Roland Barthes a Jaques Derrida, da Cesare Segre a Umberto Eco, la base fondamentale per l’analisi di questi fenomeni è stata proprio la combinazione dei diversi approcci. Al centro c’è sempre il linguaggio, sperimentato in forme varie e nuove. Tutte le prove, però, hanno in comune una cosa: esistono solo in virtù della letteratura stessa. I social si trasformano così, quasi di sorpresa, in spazi altri attraverso cui tenere viva l’attenzione sulla letteratura e sui libri. Utile a studenti e a chi desidera approfondire il tema, il testo è corredato da interviste ad alcuni autori protagonisti di interessanti prove legate ai social media, come Michela Murgia, Christian Raimo e Tommaso Pincio.

Paolo Massari, dottore di ricerca in italianistica alla Sapienza di Roma con una tesi sperimentale sul rapporto tra letteratura e nuovi media, lavora da anni nell’ambito della comunicazione istituzionale digitale. Si è occupato in particolare di Cesare Zavattini e Curzio Malaparte, pubblicando diversi saggi su “Avanguardia” e “L’Illuminista” e nel volume a più mani “Roma, punto e a capo”, a cura di Silvana Cirillo, edita da Ponte Sisto.

maggio
Circolo Sannitico – Campobasso

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SCRITTO DI CUORE
Concorso nazionale di scrittura rivolto agli istuti carcerari – terza edizione


La lettera nel sistema carcerario è un importante strumento  di contatto con l’esterno. Il concorso intende far emergere l’affettività dei detenuti che da sempre trova nella scrittura la migliore forma di espressione.
Una lettera “scritta di cuore” stabilisce un ponte/dialogo  con persone e luoghi  che hanno coinvolto, dal punto di vista emotivo e sentimentale, lo scrivente nel corso della vita.

Cerimonia di premiazione
giugno
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PREMIO LETTERARIO “MICHELE BULDRINI”
XVII EDIZIONE

Sezione scuola
Aperto agli studenti del triennio delle scuole superiori di tutta la regione ed offre ai partecipanti la possibilità di soddisfare l’esigenza creativa attraverso la costruzione di un racconto ambientato nel Molise dei nostri giorni.
Sezione giovani
Aperto ai giovani di età fino ai trentacinque anni.

Cerimonia di premiazione giugno

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